Informazioni aggiuntive
CHAKRA: Aroma abbastanza intenso, piuttosto speziato. E’ un incenso che stimola i 7 chakra, entra nel profondo e lavora per la riattivazione della Kundalini: secondo le antiche scritture sacre hindu’ esiste un’ energia trascendentale spirituale chiamata kundalini che risiede alla base del primo chakra , Muladhara Chackra e se risvegliata risale un canale energetico, la shushumna attraversando i 7 sette chackra fino alla sommita’ del capo , elevando la persona e donandogli il “risveglio spirituale”.Questa dea identificata al suo risveglio con la dea Parvati, nella forma del triangolo, ha nel suo centro un bindu, un punto, il Dio Shiva. Da qui l’ inseparabile relazione esistente fra Shiva e Shakti. NOTE E STORIA SULL’INCENSO COPALE: noto fin dall’antichità, è una resina naturale che proviene dagli alberi della famiglia Buresa, considerati alberi sacri dai Maya nel sud del Messico e dalle popolazioni di tutta l’America centrale e meridionale. Questi alberi sono tradizionalmente utilizzati per liberare il corpo dalle malattie. L’incenso in grani di Copale è un meraviglioso strumento energetico da usare durante la meditazione. E’ collegato al Chakra della corona e permette l’approfondimento della propria consapevolezza interiore, incoraggiando pensieri puri durante la meditazione. La Copale aiuta anche a rafforzare il corpo aurico, rimuovendo tutti i blocchi energetici. E’ particolarmente utile nei momenti di stress e per alleviare la depressione. Questo incenso viene anche utilizzato per purificare l’energia di spazi, luoghi e oggetti. Ha un profumo pulito, leggero, legnoso che potrebbe essere paragonato a quello del pino. La Copale può essere impiegata per eliminare tutta l’energia negativa di un determinato ambiente e apportare cambiamenti positivi. L’incenso in grani di Copale è ottimo per purificare i cristalli e le pietre. NOTE SULLA MIRRA: La mirra è una resina che si ottiene dal Commiphora, un arbusto spinoso diffuso in molte zone dell’Africa e dell’India. Si raccoglie d’estate: sul tronco della pianta sono presenti nodi e rigature che rilasciano un liquido giallastro, complici le alte temperature in cui vive. La resina si forma sotto forma di liquido all’interno del tronco, che diventa così il suo serbatoio. Viene utilizzata a scopo terapeutico in forma essicata oppure estraendo il suo prezioso olio essenziale, ricco di chetoni, steroli, sesquiterpeni e polisaccaridi. La resina che fuoriesce dalla corteccia dell’albero in forma solida può essere utilizzata in diversi modi, il più comune è l’incenso. Accendere un incenso a base di mirra, permette di ottenere benefici sulla persona e sull’ambiente. Ha proprietà espettoranti, disinfettanti, antiparassitarie e favorisce benefici respiratori. Sotto forma di incenso la mirra sprigiona le sue proprietà attraverso la combustione e prepara l’ambiente, purificandolo. E’ assolutamente consigliato nei luoghi in cui vi lavorano più persone, perché disinfetta l’aria, negli ambienti in cui giocano i bambini, da utilizzare periodicamente, per ripulire stanze, disiìnfettare l’aria e ottenere così un ambiente sano e pulito. USO E TRADIZIONE DEL PALO SANTO: il Palo Santo e’ un famoso albero tropicale coltivato in Ecuador e Peru’, da cui si ricavano bastoncini di incenso e olio essenziale. Secondo l’ uso tradizionale il Palo Santo si usa per contrastare le energie negative ( anche malocchio) e alcuni malesseri fisici quale depressione, tristezza e cattivo umore. Si usa anche come antizanzare, per purificare gli ambienti domestici, contro gli odori persistenti e non ultimo per favorire meditazione e rilassamento. NOTE SUL PATCHOULI: il patchouli esprime in pieno la Terra: è un ottimo sedativo, rilassa e tonifica il sistema nervoso, favorisce radicamento e centratura. Allevia stress, ansia, porta equilibrio negli eccessi emotivi. Dona calore, solidità e fiducia in se stessi. Trasmette gioia, benessere e un senso generale di appagamento. Ottimo per meditazione, guarigioni sottili, armonizzare i luoghi o nei momenti di malinconia. Seducente aroma ipnotico associato all’idea di libertà. Racchiude nelle foglie il vigore dei legni e il fascino vintage. In Medio Oriente, i commercianti di seta avevano l’usanza di avvolgere scialli e preziosi tessuti in pacchi contenenti le foglie di patchouli allo scopo di respingere gli insetti e proteggerli dalle tarme. La sua popolarità esplose in America e in Europa alla fine degli anni 60, quando nacque la corrente hippie e il movimento pacifista. La sua scia narcotica sottomise un’intera generazione che credeva nell’amore libero e vedeva nell’Oriente la terra promessa. Divenne in poco tempo il manifesto aromatico della rivoluzione sessuale, il sentore hippie per eccellenza. Il termine patchouli nasce dalla antica parola patchai ellai che significa verde foglia. L’origine del nome indica la patria di quest’erba, che deriva dalla lingua parlata dalle popolazioni del subcontinente indiano. In botanica, conosciuto come Pogostemon patchouly, appartiene alla famiglia Labiate, la stessa famiglia della menta con la quale potrebbe essere confusa. E’ un piccolo arbusto esotico originario del sud est asiatico. Attualmente è coltivato soprattutto in India occidentale, Malesia, Paraguay, predilige climi caldi e terreni ricchi d’acqua. USO E TRADIZIONE DELLA SALVIA BIANCA: La salvia bianca viene usata da tempi memorabili per le sue proprietà medicinali e purificanti. Molti hanno la convinzione che il suo fumo possa purificare l’ ambiente e scacciare l’energia negativa. La pianta emana un incredibile aroma terapeutico. Viene bruciata tradizionalmente dalle popolazioni indigene del sud ovest e del nord America. La salvia è un prodotto da cerimonia, sacro e le sottili energie possonno trasferirsi dalle persone alla salvia e da questa all’ambiente da purificare. Molte persone bruciano la salvia e usano la fumigazione per dare continuità a una tradizione ancestrale. E’ una credenza diffusa che il forte profumo possa eliminare l’energia negativa da una stanza, da una casa e dal cuore di una persona. A livello fisico, la salvia che brucia rilascia ioni negativi nell’aria e questi, secondo le ricerche, sono correlati a tassi più bassi di depressione.